Blog

Uno strumento per lo studio e la ricerca scientifica contro il cancro in Emilia-Romagna, per analizzare e comparare i dati sulla distribuzione dei casi, sui fattori di rischio e sugli esiti degli interventi di diagnosi precoce, delle terapie e dei percorsi diagnostico-terapeutici, ma anche per migliorare la programmazione e la valutazione delle attività di prevenzione, l’appropriatezza e la qualità dei servizi.

Dall'assessorato regionale alle Politiche per la salute, nell'informativa in commissione Politiche per la salute e politiche sociali (di cui sono Presidente), la dottoressa Adriana Giannini ha riferito che “per consentire la piena attività del registro tumori già la prossima settimana l’esecutivo regionale approverà il regolamento che definisce ruoli e compiti dei soggetti coinvolti (dalla stessa Regione Emilia-Romagna al direttore del registro, fino ai responsabili delle unità funzionali e al coordinamento tecnico-scientifico)”.

Il registro verrà coordinato dall’Irst di Meldola, come responsabile è stato nominato Fabio Falcini (presente in commissione). Il direttore del registro ha infatti riferito che a breve verranno stipulate le convenzioni con le aziende sanitarie per poi programmare la formazione degli operatori.

Su mia richiesta, inoltre, il dottor Falcini ha brevemente illustrato il laboratorio di bioscienze e la biobanca già presenti all'IRST di Meldola, strumenti importantissimi (assieme al registro regionale dei tumori) per curare, ma soprattutto prevenire, la malattia.

Parere positivo dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, alla delibera di Giunta che stila le linee di programmazione di finanziamento delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale per il 2019. A favore del documento hanno votato i consiglieri del Partito democratico e Silvia Prodi del Gruppo misto, mentre si sono astenuti i rappresentanti del Movimento 5 stelle.

L’atto dispone il finanziamento delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario regionale per il 2019, definisce la programmazione sanitaria e individua gli obiettivi di salute ed economici assegnati alle direzioni aziendali, rispetto ai quali verranno stilate valutazioni e assunti provvedimenti a livello regionale.

Cosa prevede la delibera. Per il 2019, il volume complessivo di risorse a finanziamento della spesa corrente del Servizio sanitario regionale è di 8 miliardi e 305,479 milioni di euro. Di questi, 7 miliardi e 575,160 milioni vengono destinati al finanziamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea): il riparto fra le Aziende sanitarie avviene sia per quota capitaria numero di cittadini da assistere, ndr), sia per funzioni e progetti a rilievo sovra-aziendale e per specificità non riflesse dai criteri ordinari. All’interno degli oltre 7 miliardi sono ricompresi i 359 milioni di euro della quota a finanziamento del Fondo regionale per la non autosufficienza (265,898 milioni per politiche a favore della popolazione anziana e 93,392 milioni a favore dei disabili) e i 52 milioni per l’Agenzia per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna (Arpae).

I restanti fondi sono così suddivisi: 76,498 milioni per l’integrazione alla quota capitaria delle Aziende Usl che garantiscono sostegno ai piani di riorganizzazione, di investimento e all’equilibrio economico-finanziario aziendale; 66,180 milioni per il finanziamento del sistema integrato Servizio sanitario regionale-Università; 150,274 milioni per la qualificazione dell’assistenza ospedaliera delle Aziende ospedaliere e Irccs; infine, 43,582 milioni di euro destinati al finanziamento delle strutture, delle funzioni regionali e dell’innovazione.

I rimanenti 393,784 milioni di euro comprendono: 25 milioni per il Fondo risarcimento danni da responsabilità civile; 41 milioni di euro quota parte regionale del Fondo nazionale a finanziamento dei costi per l’acquisizione dei farmaci innovativi Hcv; 41 milioni di euro quota parte regionale del Fondo nazionale a finanziamento dei costi per l’acquisizione dei farmaci innovativi oncologici; 31,196 milioni che costituiscono il Fondo aggiuntivo regionale quale concorso finanziario ai costi per l’acquisizione dei farmaci innovativi oncologici; 31 milioni di euro che invece costituiscono il Fondo regionale a finanziamento dei costi per i fattori della coagulazione del sangue per il trattamento di pazienti emofilici; 39,287 milioni per gli ammortamenti non sterilizzati di competenza dell’esercizio 2019; 13,714 milioni per la copertura finanziaria dell’impatto delle variazioni in tema di
mobilità inter-regionale; 139,276 milioni per il finanziamento degli oneri contrattuali del personale dipendente e convenzionato; 22,7 milioni per la ricaduta delle politiche regionali in tema di rimodulazione del super-ticket; infine, 9,611 milioni di euro restano accantonati.

Gli interventi. Da Giuseppe Boschini del Pd la richiesta di chiarimenti sul quanto incidano le coperture del fondo sanitario sul fondo per la non autosufficienza e sulla gestione sanitaria accentrata del 2019 rispetto al 2018. Richieste a cui si è accodato anche il presidente della commissione Paolo Zoffoli, che ha chiesto di quantificare l’aumento che ha interessato il fondo per la non autosufficienza.

Da CronacaBianca.eu

Udienza conoscitiva in commissione Politiche per la salute e politiche sociale delle associazioni sul progetto di legge presentato dalla maggioranza per facilitare l’accesso ai servizi sociosanitari e per favorire l’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva.

Positivo il giudizio sulla legge da parte del presidente dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi (Ens) dell’Emilia-Romagna, Giuseppe Varricchio che ha parlato di “disponibilità al dialogo da parte delle istituzioni”, ribadendo che “la vera sfida è quella dell’integrazione, partendo dall’accessibilità alla comunicazione”. Barbara Verna dell’Ens di Modena ha invece ricordato che “in Italia le persone sorde sono circa 189mila, con esigenze diverse tra loro”.

La rappresentante di Agfa (Associazione genitori con figli audiolesi) e Fiadda (Famiglie italiane per la difesa dei diritti degli audiolesi) dell’Emilia-Romagna, Alessandra Fantini, ha riaffermato l’importanza di approvare un provvedimento di questo tipo: “Una buona proposta di legge, che mette al centro il principio dell’inclusione”. Anche per Cecilia Bacconi, sempre di Fiadda, fondamentale è “abbattere i pregiudizi”. “L’informazione – ha ribadito – è per noi la priorità assoluta”. Sui percorsi collegati alla comunicazione, Bacconi ha sottolineato “l’importanza di usufruire delle opzioni più favorevoli”. Alessandro Pilotti, della Fiadda di Cesena, ha parlato di “una legge, che per la prima volta, cerca di dare una risposta a tutti”.

Anche Mauro Pepa, presidente dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Animic) ha espresso un giudizio positivo sulla legge: “Il sistema deve dare risposte alle esigenze di tutti, con questa legge ognuno trova la sua soluzione”.

Per il presidente nazionale dell’Associazione nazionale interpreti di lingua dei segni italiana (Animu), Dino Giglioli, la priorità “è il riconoscimento della lingua dei segni italiana”. Concetto che, per l’esponente Animu, “è ben indicato nella proposta di legge presentata a febbraio dalla Lega”.

Al termine della seduta, in qualità di primo firmatario della legge, ho ribadito l’importanza di conservare un dialogo con le associazioni: “Questa legge rappresenta punto di partenza, non d’arrivo: vigileremo sull’impatto del provvedimento”.

Oggi in Commissione Sanità della Regione Emilia-Romagna ha iniziato il proprio iter la legge, di iniziativa dei consiglieri PD, volta a garantire l’inclusione sociale delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva.

Il primo firmatario Paolo Zoffoli ha sottolineato: “Si tratta di un percorso lungo e a tratti anche complicato, ma costruito insieme alla collaborazione delle Associazioni più rappresentative a livello regionale. Abbiamo cercato, attraverso questa legge, di supportare e rispondere alle esigenze e ai bisogni di tutti coloro che vivono questa condizione di disabilità. Adesso il prossimo passo sarà quello di approvare questo progetto e far si che le sperimentazioni messe in campo diventino realtà continuative per le persone affette da sordità”.

Il relatore Giuseppe Boschini è entrato nel merito e spiega: “garantire e facilitare l’accesso a queste persone alle prestazioni e ai servizi sociosanitari, promuovendo anche politiche e misure per la loro inclusione sociale è l’obiettivo della legge”.

“Nella nostra Regione circa 4000 persone sono affette da grave sordità, molte delle quali hanno riscontrato difficoltà nell’apprendere la lingua parlata, o hanno dovuto ricorrere nel corso della loro vita a specifiche forme di supporto per l’apprendimento o per la piena socialità̀ – spiega Boschini – Nel nostro paese e in Emilia-Romagna norme generali tutelano già̀ vari aspetti del riconoscimento, della diagnosi, della cura e dell’assistenza per le persone sorde. Tuttavia, vi è la necessità di fare un salto di qualità. Pensiamo a tutte le difficoltà che i sordi riscontrano nella loro vita quotidiana che spesso chi non vive questo disagio non comprende, dall’accesso all’informazione a guardare un film al cinema, dal seguire un comizio politico o ad accedere ai servizi pubblici, alla scuola o al lavoro. È importante tutelare i loro diritti, e questa legge interviene proprio per aiutarli a partecipare alla vita sociale, oltre che a promuovere il lavoro di screening fin dalla prima infanzia per la diagnosi precoce della patologia e per sancire il principio della libera scelta per le persone o le famiglie, al fine di individuare fra i tanti strumenti tecnologici e di mediazione linguistica a supporto di questa disabilità la migliore soluzione. Credo sia un modo per affrontare in maniera innovativa il tema della sordità e per dare risposte a chi in Emilia-Romagna vive questa difficoltà”.

I prossimi passi dell’iter legislativo dovrebbero essere: il 10 giugno per la discussione generale, il 17 giugno per l’udienza conoscitiva seguito dal 18 giugno per la presentazione dell’articolato ed infine indicativamente il 25 giugno durante la seduta del consiglio regionale si procederà all’approvazione della legge.

Fonte: Gruppo PD Emilia-Romagna

E’ stata presentata stamattina in Aula (e votata all’unanimità) una risoluzione che rimarca la necessità che in tutta la Regione vi debba essere un numero di parcheggi liberi o riservati per consentire il rapido, comodo e gratuito utilizzo degli stalli a tutti i pazienti sottoposti a cure oncologiche o invalidanti e alla donne in gravidanza. Per questo è necessario coinvolgere le aziende sanitarie e i gestori dei parcheggi.

Ho fatto inserire nella risoluzione l’impegno affinché venga svolta una verifica a tappeto, da fare entro pochi mesi, in ogni struttura sanitaria pubblica o convenzionata, del numero di parcheggi riservati ai pazienti affetti da malattie invalidanti ed a donne in gravidanza, per certificare la loro congruità e adeguatezza. Nel caso non fossero sufficienti o non adeguati l’esecutivo dovrà risolvere queste criticità. Questo è uno degli impegni che l’Assemblea legislativa ha affidato al Governo Regionale”.

Nell’atto d’indirizzo è presente anche l’impegno di promuovere opportune azioni tra Aziende sanitarie, enti locali e gestori dei parcheggi per uniformare i vari aspetti relativi alla mobilità sostenibile, con particolare riferimento alla disponibilità e all’uso dei parcheggi per le persone in difficoltà.