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Approvato in Assemblea legislativa il Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri in modifica delle leggi regionali: 14/99, che si occupa di programmazione commerciale, e 41/97, che si occupa di sostegno al commercio. 

Lo scopo del Progetto di Legge è quello rilanciare il sostegno agli esercizi polifunzionali, prevedendo: 

- una identificazione più puntuale delle caratteristiche degli esercizi e della loro collocazione, che favorisca gli esercizi che, in zone disagiate, accanto all’attività commerciale svolgono anche un servizio di utilità pubblica, specialmente se in convenzione. 

- l’azione sinergica di regione e comuni nell’individuazione dei criteri, delle aree e dei sostegni possibili; 

- l’individuazione delle azioni finanziabili, esclusive per i polifunzionali, che spaziano dall’acquisto/ristrutturazione di locali, attrezzature e merci, all’innovazione tecnologica, alla realizzazione di punti informativi e sportelli per la cittadinanza. 

- la messa in circuito di tutte le possibili forme di sostegno (contributi, esenzioni, uso gratuito di locali) entro la soglia del “de minimis”. Di rilievo la previsione, in analogia con le farmacie rurali, di un contributo unatantum per garantire all’attività la soglia di sopravvivenza e dunque la sua durata nel tempo.  

- la previsione della restituzione di ogni agevolazione in caso di chiusura o trasferimento dell’attività non concordata col comune

Nella commissione Politiche per la salute e politiche sociali è stata approvata una variazione di bilancio che trasferisce i circa 9,7 i milioni di euro che, non impiegati per finanziare il cosiddetto Reddito di solidarietà (Res), verso il fondo per la non autosufficienza.

Successivamente è stato approvato il provvedimento che fissa le nuove procedure per gli accreditamenti in ambito sanitario è stato approvato dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, con il sì di Pd e Si, astenuto invece il M5s.

Questi i nuovi criteri sull’accreditamento:

  • Assicurare che le organizzazioni sanitarie governino le dimensioni più fortemente collegate alla specifica attività di cura e assistenza in un’ottica di miglioramento continuo. In particolare le strutture devono fornire evidenza di processi di pianificazione e verifica, coerenti con le indicazioni regionali ed efficaci nel promuovere la qualità.
  • Garantire che le strutture sanitarie offrano le proprie prestazioni e servizi nell’ottica della “presa in carico” garantendo dove necessario la continuità nell’ambito di PDTA strutturati ed espliciti. L’organizzazione deve descrivere la tipologia e le caratteristiche delle prestazioni e dei servizi erogati, sulle quali fondare le azioni successive di valutazione della performance e la comunicazione con i pazienti e i cittadini.
  • I requisiti di natura strutturale e impiantistica sono prevalentemente di natura autorizzativa. Con questo criterio si vogliono verificare i processi che consentono di mantenere nel tempo l’adeguatezza e la sicurezza di strutture, impianti, attrezzature.
  • L’organizzazione deve curare che il personale possieda/acquisisca e mantenga le conoscenze e le abilità necessarie alla realizzazione in qualità e sicurezza delle specifiche attività.
  • Una buona comunicazione e relazione fra professionisti e con i pazienti garantisce allineamento ai comportamenti professionali attesi e la partecipazione dei pazienti nelle scelte di trattamento.
  • L’efficacia, l’appropriatezza, la sicurezza sono elementi essenziali per la qualità delle cure e debbono essere monitorati. Garantire che la struttura attui processi sistematici e metta a disposizione strumenti per supportare le proprie articolazioni nell’adozione delle migliori pratiche.
  • Il governo delle azioni di miglioramento, dell’adozione di innovazioni tecnologiche e organizzativo-professionali e la facilitazione della ricerca clinica e organizzativa esprimono la capacità della organizzazione di adattarsi a contesti nuovi, assumendo comportamenti fondati eticamente, professionalmente adeguati, socialmente accettabili e sostenibili.
  • L’impegno a rendere i luoghi di assistenza e i programmi diagnostici e terapeutici orientati quanto più possibile alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica deve essere un impegno comune a tutte le strutture.

Grazie al lavoro di concerto tra Governo, Parlamento e Alleanza contro la Povertà, è stata approvata la legge sul contrasto alla povertà che prevede la prima misura nazionale di contrasto alle fragilità economiche e sociali, ovvero il Reddito di Inclusione. 

Dal 1° dicembre 2017 le famiglie aventi diritto possono farne richiesta e l’operatività partirà il 1° gennaio 2018. La misura consiste nella presa in carico della persona in condizioni di fragilità, attraverso un beneficio economico e una componente di servizi; questi sono assicurati dalla rete dei comuni, Ambiti Sociali, Terzo settore e da tutti gli attori coinvolti, mediante un progetto personalizzato avente per finalità l’attivazione e l’inclusione sociale e lavorativa, garantita uniformemente in tutto il territorio nazionale. 

È proprio l'impegno, che si concretizza nel progetto personalizzato, a fare di questa misura uno strumento che supera la visione assistenzialista - radicata troppo spesso, purtroppo, nel nostro Paese - per mettere al centro la persona nel rispetto della sua dignità. Il progetto deve essere predisposto da una équipe multidisciplinare, costituita dagli ambiti territoriali, (in collaborazione con gli enti competenti sul territorio in materia di servizi per l'impiego, formazione, politiche abitative, tutela della salute e istruzione), prende in considerazione: la valutazione del bisogno, la piena partecipazione dei beneficiari alla predisposizione dei progetti, un'attenta definizione degli obiettivi e un monitoraggio degli esiti valutati periodicamente. Nella legge di bilancio 2018, in discussione in Parlamento, è previsto l’ampliamento della platea dei beneficiari e l’aumento del beneficio economico per i nuclei familiari numerosi. 

Finora infatti gli aventi diritto erano famiglie con almeno un minore o un figlio adulto disabile, o una persona in stato di gravidanza, oppure con una persona di almeno 55 anni disoccupata. La legge di bilancio, in fase di discussione in Parlamento, prevede che dal 1 luglio 2018 tutti questi requisiti categoriali vengano meno e il ReI diventerà una misura universale, aperta a tutte le famiglie in grave povertà. Crediamo sia importante far conoscere questa importante riforma a quante persone possibili.

In allegato le slide preparate dal Dipartimento Welfare del PD Nazionale