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Sanità. Dalla prevenzione oncologica alla non autosufficienza, dalle Case della salute alla riduzione del precariato e a nuove assunzioni: 8,2 miliardi per il Sistema sanitario regionale dell'Emilia-Romagna, +74 milioni rispetto al 2017. La ripartizione dei fondi alle Aziende sanitarie. Bonaccini-Venturi: "Risorse in crescita per rafforzare i servizi nei territori, potenziare gli organici e valorizzare le professionalità"

La maggior parte dei finanziamenti (7,5 miliardi) andrà ai Livelli essenziali di assistenza, ovvero cure, visite ed esami garantiti, gratuitamente o con un ticket, dal Servizio sanitario, pubblico e universalistico. Oggi in Commissione assembleare il via libera alla proposta di riparto presentata dalla Giunta regionale. L'assessore sul nuovo ospedale di Cesena: "Il nuovo Governo accolga la nostra richiesta confermando i fondi del ministero della Salute, liberando 160 milioni di risorse regionali e aziendali da investire nel progetto"

Bologna – Per quest’anno il Servizio sanitario regionale potrà contare su quasi 8,2 miliardi di euro. Una cifra complessiva (8,161 miliardi) che supera di 74 milioni quella stanziata lo scorso anno.

La maggior parte dei finanziamenti, 7,5 miliardi di euro, sono destinati a finanziare i Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario pubblico, nazionale e regionale, offre a tutti i cittadini, gratuitamente o con il concorso di una quota di partecipazione (ticket).

Via libera, oggi in Commissione assembleare, alla proposta di ripartizione - presentata dalla Giunta - del Fondo sanitario regionale, che mette in campo la quota di risorse assegnata all’Emilia-Romagna dallo Stato per finanziare e qualificare ulteriormente servizi e Aziende sanitarie (Usl, Aziende Ospedaliere e Irccs pubblici-Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) dell’Emilia-Romagna.

"Confermiamo l’alta qualità e specializzazione del nostro Servizio sanitario, pubblico e universalistico, e lo facciamo mettendo a disposizione risorse superiori all’anno scorso- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Parliamo di oltre 8 miliardi di euro grazie ai quali siamo in grado di garantire alla sanità dell’Emilia-Romagna i mezzi, gli strumenti e le risorse necessarie per assicurare a tutti i cittadini servizi e cure di eccellenza. Puntiamo a rafforzare l'assistenza sul territorio, a tutti i livelli: da quella garantita dai Centri di alta specializzazione di rilievo regionale alle Case per la salute, per migliorarne ulteriormente l’efficienza, la qualità, la capacità innovativa. Oltre a potenziare gli organici, attraverso nuove assunzioni e stabilizzazioni, per ridurre il precariato e valorizzare le professionalità che fanno della sanità regionale una eccellenza a livello nazionale ed europeo”.

L’assessore Venturi, intervenendo in Commissione, ha parlato anche del progetto per il nuovo ospedale di Cesena, per il quale è attualmente previsto un finanziamento con risorse regionali e aziendali per 160 milioni di euro.

“Mi auguro- ha sottolineato l’assessore- che il nuovo Governo possa accogliere la nostra richiesta, sulla quale c’era già stato il sostanziale via libera del precedente Esecutivo, di coprire l’intero importo con un finanziamento del ministero della Salute grazie a risorse di bilancio disponibili”. “In questo modo- ha aggiunto Venturi- verrebbero liberati fondi regionali e aziendali importanti per sostenere le politiche di investimento per i prossimi anni”.

Quello passata al vaglio della Commissione, tecnicamente, è un provvedimento con il quale la Regione definisce le “Linee di programmazione e finanziamento per il 2018”, il principale strumento di programmazione annuale per le aziende Usl e ospedaliere del Servizio sanitario, che oltre alla suddivisione delle risorse stabilisce il quadro degli obiettivi da perseguire quest’anno.

Rientrano tra questi l’attuazione del Piano regionale di prevenzione e degli obiettivi del Piano sociale e sanitario; il consolidamento del Piano di prevenzione vaccinale e dei programmi di screening oncologici; la realizzazione di specifiche azioni di vigilanza e controllo della salute in ambienti di lavoro, strutture ricettive e scolastiche; il completamento del processo di revisione dell’autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie.

Tra gli altri obiettivi si confermano anche per il 2018 quelli già indicati nella programmazione 2017: la riduzione delle liste di attesa per i ricoveri chirurgici programmati e il consolidamento di quelle per la specialistica; il consolidamento dei servizi e delle prestazioni del Fondo regionale per la non autosufficienza; la promozione delle Case della salute, la riduzione del precariato e l’assunzione di nuovo personale sanitario.

Oltre a quanto stanziato per i Lea, 65 milioni di euro andranno a finanziare il sistema integrato Servizio sanitario-Università e 134,7 milioni la qualificazione dei servizi delle Aziende ospedaliere e degli Irccs. All’acquisto farmaci innovativi saranno destinati 110,5 milioni di euro, suddivisi tra 36 milioni per farmaci Hcv (Epatite C) e 74,5 per quelli oncologici. La delibera fissa, inoltre, in 320 milioni il concorso al complessivo finanziamento del Fondo regionale per la non autosufficienza.

La ripartizione dei fondi

Aziende Usl

Piacenza: 485.432.891 euro
Parma: 699.502.857 euro
Reggio Emilia: 814.757.101 euro
Modena: 1.067.116.101 euro
Bologna: 1.409.647.338 euro
Imola: 213.300.656 euro
Ferrara: 614.586.134 euro
Romagna: 1.778.651.125 euro

Aziende ospedaliere / Aziende ospedaliere-universitarie / Irccs

Aosp-Univ. Parma: 48.760.898 euro
Aosp-Univ. Modena: 47.739.249 euro
Aosp-Univ. Bologna: 65.311.384 euro
Aosp-Univ. Ferrara: 68.251.426 euro
Ist. Ortopedico Rizzoli (Bologna): 18.044.493 euro

E’ legge “l’impossidenza planetaria”, il criterio che assegna un alloggio Erp solo a chi non ha un’altra casa nel mondo.

Per ottenere un alloggio Erp bisognerà dimostrare di non possedere alcun immobile in Italia e all’estero. È il criterio dell’impossidenza “planetaria” la novità contenuta all’interno dell’atto unico sull’edilizia residenziale pubblica, approvato oggi dall’Aula, che unisce in un solo documento le norme che regolamentano il settore (la 15 del 2015 -che rivedeva le soglie di accesso e permanenza negli alloggi e inseriva la residenzialità storica- la 894 del 2016 -che rivede le soglie di uscita- e la 739 del 2017 -l’istituzione del canone oggettivo-). Un punto, quello dell’impossidenza, che vale tanto per gli stranieri, comunitari e non, quanto per gli italiani: tutti dovranno dimostrare (sarà possibile anche tramite autocertificazione) di non possedere immobili nel proprio Paese di origine o in qualunque altro Paese del mondo. 

Con le modifiche approvate dall’Assemblea legislativa, in base ai requisiti di accesso, che diventano gli stessi rispetto al Rei (il provvedimento nazionale), la misura regionale andrà ad integrare il contributo economico alle famiglie previsto dallo Stato con una somma fissa, ancora da definire, erogabile per 18 mesi e rinnovabile per altri 12. 

La proposta del Pd e Sinistra italiana è passata con il favorevole del Movimento 5 Stelle, mentre hanno votato contro Lega e gli altri consiglieri di centrodestra.

Come in precedenza, l’accesso al Res è subordinato alla partecipazione ad un progetto di inserimento sociale e lavorativo concordato e sottoscritto dai beneficiari, con l’obiettivo di superare povertà o rischio di marginalità.
Con il nuovo provvedimento, agganciato alla misura nazionale del Reddito di inclusione, viene dunque superato il regolamento per l’accesso al Res adottato dalla Regione nel 2017.

Non cambia la collaborazione tra i Servizi sociali comunali e i Centri per l’impiego, il ruolo dei Comuni e dell’Inps, l’erogazione del contributo tramite carta prepagata delle Poste italiane e le modalità per accedere al Rei e al Res, basterà infatti fare un’unica domanda, da presentare ai Servizi sociali dei Comuni la cui ammissibilità verrà successivamente valutata dall’ Inps.

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Lotta alla povertà, la Regione allarga il Reddito di solidarietà dell'Emilia-Romagna

Ravaioli-Zoffoli: “Dalla Regione quasi 3 milioni per nuove e importanti attività di orientamento degli Enti di formazione pubblici”

La Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna ha stanziato quasi 3 milioni di euro, 1 milione e 400 mila per il 2018 e 1 milione e 400 mila per il 2019, destinati ai Comuni, per garantire la continuità sul territorio dei servizi di orientamento attraverso i propri enti di formazione pubblici.

“La legge regionale di riordino (numero 13 del 2015) prevede il sostegno all’attività di orientamento svolta dai comuni, attraverso l’azione quotidiana dei centri di formazione pubblici per guidare le famiglie e i giovani nelle scelte scolastiche e formative – comunicano i consiglieri regionali Valentina Ravaioli e Paolo Zoffoli – I fondi arrivano al termine di un confronto e un lavoro comune che ha visto impegnati anche i sindacati nelle ultime settimane, proprio per permettere la continuità nell’attività di orientamento e salvaguardare l’occupazione all’interno degli enti di formazione pubblici non in forma assistenziale ma con un nuovo fronte progettuale innovativo e di grande importanza sociale per il suo valore di servizio e presidio sui territori.”

“A breve saranno definiti dalla Giunta i criteri per la concessione dei contributi – proseguono i consiglieri forlivesi – con l’obiettivo di costruire su tutto il territorio regionale Reti di orientamento, secondo quanto approvato nei giorni scorsi dalla Commissione Ue sulla base di una modifica del programma operativo regionale Fse 2014-2020, che permetterà alla Regione un ulteriore piano di finanziamento pluriennale per progetti dei comuni destinati all’orientamento e alla promozione del successo formativo.”

“La Regione, attraverso un lavoro politico lungo e approfondito – concludono Ravaioli e Zoffoli - ha individuato come ricetta vincente sulla formazione professionale l’integrazione delle esperienze maturate in questi ultimi anni dai centri privati e da quelli pubblici, su funzioni di grande importanza sociale ed umana che riguardano la costruzione del futuro delle generazioni più giovani”. 

Pronto Soccorso: partito l'ampliamento: più parcheggi, più ambulatori, sala d'attesa più ampia.

Sono entrati nel vivo gli attesi lavori di ampliamento del Pronto Soccorso dell'ospedale di Forlì. All'esterno arrivano più parcheggi rispetto al piccolo parcheggio realizzato alcuni anni fa e sarà realizzata una nuova corsia di deflusso così fa rendere più spedito il transito dell'ambulanze nel vialetto di accesso. L'area interna del pronto soccorso sarà quindi ampliata con nuovi ambulatori e spazi più vivibili per l'attesa, la cui inadeguatezza attuale è ben visibile a chiunque si rivolga al punto di emergenza dell'ospedale.

da Forlitoday