Commissione IV

Parere positivo dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, alla delibera di Giunta che stila le linee di programmazione di finanziamento delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale per il 2019. A favore del documento hanno votato i consiglieri del Partito democratico e Silvia Prodi del Gruppo misto, mentre si sono astenuti i rappresentanti del Movimento 5 stelle.

L’atto dispone il finanziamento delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario regionale per il 2019, definisce la programmazione sanitaria e individua gli obiettivi di salute ed economici assegnati alle direzioni aziendali, rispetto ai quali verranno stilate valutazioni e assunti provvedimenti a livello regionale.

Cosa prevede la delibera. Per il 2019, il volume complessivo di risorse a finanziamento della spesa corrente del Servizio sanitario regionale è di 8 miliardi e 305,479 milioni di euro. Di questi, 7 miliardi e 575,160 milioni vengono destinati al finanziamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea): il riparto fra le Aziende sanitarie avviene sia per quota capitaria numero di cittadini da assistere, ndr), sia per funzioni e progetti a rilievo sovra-aziendale e per specificità non riflesse dai criteri ordinari. All’interno degli oltre 7 miliardi sono ricompresi i 359 milioni di euro della quota a finanziamento del Fondo regionale per la non autosufficienza (265,898 milioni per politiche a favore della popolazione anziana e 93,392 milioni a favore dei disabili) e i 52 milioni per l’Agenzia per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna (Arpae).

I restanti fondi sono così suddivisi: 76,498 milioni per l’integrazione alla quota capitaria delle Aziende Usl che garantiscono sostegno ai piani di riorganizzazione, di investimento e all’equilibrio economico-finanziario aziendale; 66,180 milioni per il finanziamento del sistema integrato Servizio sanitario regionale-Università; 150,274 milioni per la qualificazione dell’assistenza ospedaliera delle Aziende ospedaliere e Irccs; infine, 43,582 milioni di euro destinati al finanziamento delle strutture, delle funzioni regionali e dell’innovazione.

I rimanenti 393,784 milioni di euro comprendono: 25 milioni per il Fondo risarcimento danni da responsabilità civile; 41 milioni di euro quota parte regionale del Fondo nazionale a finanziamento dei costi per l’acquisizione dei farmaci innovativi Hcv; 41 milioni di euro quota parte regionale del Fondo nazionale a finanziamento dei costi per l’acquisizione dei farmaci innovativi oncologici; 31,196 milioni che costituiscono il Fondo aggiuntivo regionale quale concorso finanziario ai costi per l’acquisizione dei farmaci innovativi oncologici; 31 milioni di euro che invece costituiscono il Fondo regionale a finanziamento dei costi per i fattori della coagulazione del sangue per il trattamento di pazienti emofilici; 39,287 milioni per gli ammortamenti non sterilizzati di competenza dell’esercizio 2019; 13,714 milioni per la copertura finanziaria dell’impatto delle variazioni in tema di
mobilità inter-regionale; 139,276 milioni per il finanziamento degli oneri contrattuali del personale dipendente e convenzionato; 22,7 milioni per la ricaduta delle politiche regionali in tema di rimodulazione del super-ticket; infine, 9,611 milioni di euro restano accantonati.

Gli interventi. Da Giuseppe Boschini del Pd la richiesta di chiarimenti sul quanto incidano le coperture del fondo sanitario sul fondo per la non autosufficienza e sulla gestione sanitaria accentrata del 2019 rispetto al 2018. Richieste a cui si è accodato anche il presidente della commissione Paolo Zoffoli, che ha chiesto di quantificare l’aumento che ha interessato il fondo per la non autosufficienza.

Da CronacaBianca.eu

In commissione Politiche per la salute e politiche sociali è stata illustrata la relazione sul monitoraggio della Giunta regionale sulle attività sostenute attraverso il fondo regionale per la non autosufficienza nel 2017 (i tecnici dell’esecutivo regionale hanno parlato di dati – attualmente in fase di elaborazione – simili per il 2018).

Per l’area anziani il numero degli utenti supera i 40mila (considerando solo i circa 25mila ospiti delle case residenza, gli oltre 15mila che usufruiscono dell’assistenza domiciliare e i 4.400 fruitori dell’assegno di cura), mentre, relativamente all’area disabili, gli interventi effettuati ammontano a 18.850 (sono 1.463 le persone assistite nella rete per le gravissime disabilità, 1.246 i disabili gravi assistiti nei centri socio-riabilitativi residenziali e 2.556 assistiti in quelli socio-riabilitativi diurni, in 2.225 hanno ricevuto l’assegno di cura per disabili gravi e gravissimi), mentre sono 44mila le persone contattate per interventi trasversali (per iniziative di formazione e aggiornamento rivolte alle assistenti familiari e nell'ambito di programmi sul contrasto all'isolamento e la solitudine).

Materiale illustrato:

Monitoraggio FRNA (pdf, 715.2 KB)

In Commissione Cultura e Commissione politiche sociali e sanitarie, sentita l’associazione Aget che propone percorsi con insegnanti ad hoc basati sui cosiddetti Bes (Bisogni Educativi Speciali), l’unica in Italia che si occupa di questo tipo di casi.

I "plusdotati" sono bambini estremamente curiosi, con un linguaggio ricco fin da piccoli, ottima memoria e capacità di lettura e comprensione altissime. Sentono che devono affrontare temi più grandi di loro e pongono spesso domande sulla morte. A scuola si annoiano e hanno problemi a relazionarsi con gli altri compagni di classe. Rappresentano l’otto per cento della popolazione.

In allegato materiale della Commissione ed un interessante articolo del Corriere della Sera sul tema.

Il resoconto dell'Audizione

La valorizzazione delle eccellenze: proposte di regolamentazione (pdf, 1.6 MB)

Iperdotazione / Plusdotazione e Alto Potenziale Cognitivo (pdf, 1.4 MB)

Sito: http://www.agetitalia.it/

Quattro le fasi del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale per le demenze (Pdta): sospetto diagnostico (identificazione delle persone con demenza), diagnosi e cura (avvio del trattamento da parte dei 60 centri regionali per i disturbi cognitivi e la demenza), continuità assistenziale (aiuto ai pazienti e alle famiglie a vivere bene) e cure palliative (attivazione di percorsi nella fase avanzata della demenza). 

Questo il focus dell’informativa tenuta dall’assessorato alle Politiche per la salute in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli. 

Materiali illustrati:

Reti discipline di rilievo regionale (pdf, 1.7 MB)

DGR demenze (pdf, 1.4 MB)

Articolo della Regione Emilia-Romagna

Li chiamano hikikomori, letteralmente dal giapponese stare in disparte. Sono persone che spariscono dalla sfera sociale, si chiudono nella loro camera, interrompono legami con amici, sport e scuola, spesso anche con i familiari. Di solito sono ragazzi in età adolescenziale, ma anche bambini che frequentano le elementari. In Emilia Romagna, in un’analisi dell’ufficio scolastico regionale (e quindi che riguarda solamente i ragazzi che frequentano le scuole, escluse quelle d’infanzia), è emerso che gli hikikomori sono 346. E, un po’ a sorpresa, si è scoperto che sono più le femmine (182) dei maschi (164). Di questi 346, 20 frequentano la scuola primaria (elementari, ndr), 86 la secondaria di primo grado (medie, ndr) e 240 la secondaria secondo grado (superiori, ndr).

Materiali illustrati:

Adolescenti "Eremiti sociali" - Rilevazione (pdf, 504.0 KB)

Adolescenti "Eremiti sociali" - Allegato (pdf, 802.8 KB)

Programma Hikikomori (pdf, 1002.7 KB)