Territorio

Claudio Vicini, Direttore del Dipartimento Testa-Collo dell’AUSL Romagna e già presidente dellla Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani (che raggruppa gli specialisti operanti nelle strutture ospedaliere), dopo due anni di vice-presidenza, è stato nominato Presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria (SIO) , che raccoglie tutti gli otorini italiani ospedalieri, universitari e libero-professionisti.

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Grande partecipazione e commozione venerdì mattina tra i presenti per la visita del nuovo vescovo di Forlì- Bertinoro, monsignor Livio Corazza, all'ospedale "Morgagni-Pierantoni". Corazza ha visitato, accompagnato dal cappellano dell'ospedale e dal direttore del presidio, Paolo Masperi, il reparto di Chirurgia Generale, diretto dal professor Giorgio Ercolani e quello di Cardiologia, diretto dal dottor Marcello Galvani. Si è fermato a salutare gli ammalati e gli operatori sanitari nelle corsie e poi si è recato alla Sala Pieratelli, dove l'attendevano autorità, operatori e volontari per un saluto e una benedizione. Erano presenti il sindaco di Forlì, davide Drei, il consigliere regionale Paolo Zoffoli, rappresentanti di tuttte le associazioni di volontariato socio-sanitarie forlivesi e della pastorale della salute, medici e infermieri.

Fonte: Forlitoday

Le Elezioni del 4 marzo obbligano tutti noi a fare alcune riflessioni:

Oggi solo una piccola parte di elettori continua a votare per un Partito o per uno schieramento per spirito di appartenenza.

Una parte importante di elettori, invece, vota in maniera differente, perché motivato da proposte o leader che considera convincenti o per reazione a realtà o percezioni che ritiene determinanti (sicurezza, migranti, mancanza di lavoro, tasse, pensioni, sanità, diritti economici, umani, ecc.).

I restanti, non votano.

Io ritengo, inoltre, che una parte importante di elettori che si riconosce in un determinato schieramento politico, a seconda del tipo di elezione, voti per “dare un segnale”, per mandare messaggi di approvazione o disapprovazione a chi deve amministrare o governare. Se si condivide questa lettura sono facilmente interpretabili i risultati delle elezioni europee ed amministrative del 2014, l’astensione alle elezioni regionali della fine del 2014, le votazioni per il Referendum, molte elezioni amministrative intermedie e queste ultime elezioni politiche.

Avere ben governato e avere ottimi candidati spesso non è sufficiente a contrastare i forti venti di cambiamento, a maggior ragione dove vige il ballottaggio che comporta, in seconda battuta, la maggioranza assoluta dei votanti, ne è un chiaro esempio l’elezione della Appendino a Torino.

Quindi aver governato bene, avere una buona proposta politica e avere dei buoni candidati, oggi è necessario per vincere, ma, spesso, non è sufficiente, neanche in posti che storicamente hanno sempre avuto connotazioni politiche chiare. Esempi chiari sono la vittoria della Vietina nel Cesenate su Landi e la vittoria risicata di un candidato radicato sul territorio come Marco di Maio.

Artefici importanti, secondo me, degli spostamenti elettorali sono la comunicazione (giornali, televisioni, messaggi chiari e univoci che vadano incontro agli interessi degli elettori), le leadership, la chiarezza e l’univocità dei programmi e dei messaggi (litigiosità interne al Partito, proposte e leader di uno stesso partito sempre messi in discussione, perdono credibilità e appeal).

Alla luce delle considerazioni che ho fatto credo che una buona parte del 23% che è il differenziale fra il 41% delle Europee e il 18% delle ultime politiche sia recuperabile e che sia possibile fermare l’uragano che il 4 marzo ci ha investito, ma dobbiamo far tesoro delle lezioni avute e della situazione in cui ci troviamo.

A livello nazionale, ormai è chiaro a tutti, siamo all’opposizione e senza avere responsabilità di governo è più facile rimontare. Bisogna fare un’opposizione costruttiva partendo dai nostri valori, dai nostri programmi e dai risultati che abbiamo ottenuto. Occorre esprimere una leadership forte, se possibile con una condivisione univoca di programmi e persone (personalmente non ne posso più di sentire un dirigente del mio partito che dice una cosa e contemporaneamente un altro che ne dice e/o addirittura ne vota un’altra), occorre inoltre una esposizione mediatica continua e lanciare messaggi chiari e mirati

A livello locale il prossimo anno ci sono le Amministrative in molti comuni e in regione. Le modalità di votazione sono molto differenti, nei Comuni sotto i 15.000 abitanti e in Regione vince al primo turno chi ha più voti a prescindere dalla percentuale, nel Comune di Forlì se non si raggiunge più del 50% alla prima votazione (ipotesi difficilmente realizzabile), si dovrebbe vincere al secondo turno al ballottaggio e abbiamo già visto che spesso al secondo turno fino ad adesso ha vinto il “tutti conto il PD”.

Per quello che riguarda la Regione mancano ancora 2 anni che sono tantissimi in politica, l’unica cosa da fare è governare bene e comunicare bene quello che facciamo perché non solo nella realtà, ma anche nella percezione ci sia la convinzione che abbiamo governato bene. Sanità, infrastrutture e mobilità, ambiente rischi ambientali vari, lavoro, turismo, scuole, riordino istituzionale sono i temi più sensibili e che possono fare la differenza.

Per quello che riguarda la nostra Federazione 11 Comuni fra cui Forlì vanno al voto nella primavera del 2019, 6 sono stati amministrati da Amministrazioni Pd o con PD, di questi 5 sono costituite da Sindaci al primo mandato e quindi rieleggibili. Io credo che a brevissimo questi Sindaci dovrebbero dire chiaramente se sono disponibili a ricandidarsi. Nel caso fossero disponibili a ricandidarsi deve essere fatta una valutazione politica del loro operato e di quello della loro giunta. In ogni caso, per cercare di vincere alle prossime elezioni Amministrative ritengo siano indispensabili 2 azioni:

  • devono essere designati il prima possibile gli undici Candidati nuovi o riconfermati. Devono essere designati, possibilmente all’unanimità, all’interno degli organi di partito preposti. Se non si trova l’unanimità, in presenza di più candidature, devono essere fatte le primarie, ma col patto che, scelto il Candidato, il partito si ricompone e sostiene unanimemente il Candidato vincente e tutti assieme si promuove la sua candidatura.
  • Io, comunque, ritengo che, indipendentemente dal fatto che il sindaco si riproponga o no, dove amministriamo, Partito, Gruppo Consigliare, Giunta e Sindaco devono compattarsi, devono definire obiettivi e programmi chiari per arrivare al termine della legislatura. La campagna elettorale deve essere fatta su risultati spendibili e non su grandi progetti e grandi investimenti sempre promessi e mai realizzati, o su polemiche interne che sminuiscono anche le cose importanti che sono state fatte.

È difficile prevedere se il vento nei confronti del PD cambierà prima delle prossime Amministrative, ma noi abbiamo l’obbligo di fare ognuno la nostra parte per ritornare ad amministrare al meglio i nostri Territori e per porre le condizioni necessarie affinché il vento cambi.

Disabili. Ravaioli e Zoffoli (PD): “Assegnati 2 milioni di euro ai Comuni per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati, quasi 200 mila nella provincia di Forlì-Cesena”.

La Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna ha deliberato l’assegnazione dei fondi regionali da trasferire ai Comuni per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati, come previsto dalla L.R.24/2001. “La Regione Emilia-Romagna ha finanziato con 2 milioni di euro il fondo regionale per l’anno 2017” – comunicano i consiglieri regionali Valentina Ravaioli e Paolo Zoffoli – “accogliendo tutte le 633 richieste presentate da chi ne aveva diritto e approvate dai Comuni”. “Nella provincia di Forlì-Cesena” – specificano i consiglieri – “risultano assegnatari 6 comuni forlivesi per quasi 125 mila euro e 6 comuni cesenati per circa 75 mila, per un finanziamento complessivo di quasi 200 mila euro per 77 domande presentate”. “Inclusività e solidarietà sono sempre stati elementi distintivi delle politiche regionali” – concludono Ravaioli e Zoffoli – “per garantire la tutela delle persone svantaggiate e rinforzare il senso di comunità”.

Comunicato stampa